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Dallo Startup Warmup alla finale della Start Cup Campania 2026: i risultati di BIOTERIS e SONAFLUX raccontano il valore della collaborazione tra Sannio Valley, Università degli Studi del Sannio e un ecosistema territoriale che lavora insieme per trasformare la conoscenza in innovazione.

Ci sono risultati che raccontano molto più di una competizione. Quelli raggiunti da BIOTERIS e SONAFLUX alla finale della Start Cup Campania 2026 sono la dimostrazione concreta di cosa può generare una rete quando mette in connessione persone, competenze e opportunità.

Un percorso che nasce dalla collaborazione tra Sannio Valley e l’Università degli Studi del Sannio, consolidata attraverso il protocollo di partenariato, e che si sviluppa grazie a un’azione sinergica sul territorio, capace di coinvolgere competenze eterogenee e professionalità diverse, unite da un obiettivo comune: accompagnare la ricerca verso nuove possibilità di sviluppo imprenditoriale.

Dallo Startup Warmup alla nascita dei progetti

Il percorso prende forma con la II edizione di Startup Warmup, l’iniziativa promossa da Sannio Valley in collaborazione con UniSannio per avvicinare studenti e ricercatori al mondo dell’imprenditorialità.

Un primo momento di confronto e stimolo, pensato per aiutare i partecipanti a guardare alle proprie competenze anche in una prospettiva imprenditoriale, superando la distanza spesso percepita tra ricerca accademica e mercato.

Da lì, il lavoro è proseguito attraverso un accompagnamento concreto dei team: formazione, confronto sulle idee, sviluppo dei progetti, preparazione dei pitch, simulazioni e prove di presentazione, fino ai colloqui con stakeholder e interlocutori dell’ecosistema dell’innovazione.

Un percorso fatto di ascolto, condivisione e crescita, nel quale ogni competenza ha contribuito a rafforzare le idee e a renderle più consapevoli delle opportunità e delle sfide che le attendono.

BIOTERIS e SONAFLUX: due percorsi, un risultato condiviso

Il primo risultato è quello di BIOTERIS, progetto di Giovanna Mercurio, Michela V., Ilva Licaj (Alushi) e Cristina Franco, che ha ricevuto il Premio speciale per l’imprenditoria femminile “Enza Cappabianca”.

Un riconoscimento che valorizza il percorso di un team di ricercatrici che ha scelto di mettersi in gioco, trasformando competenze scientifiche in una possibile iniziativa imprenditoriale.

Il secondo è quello di SONAFLUX, progetto sviluppato dal gruppo di ricerca FP smart LAB, guidato da Emma Frosina e dalla Dr. Elvira Rakova.

SONAFLUX ha conquistato l’accesso alla finale del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNICube), in programma a Bari il 3 e 4 dicembre, ottenendo inoltre due premi speciali: il supporto alla brevettazione da parte dello Studio Rubino IP e un percorso di accompagnamento imprenditoriale offerto da Stecca.

Due esperienze diverse, ma accomunate dalla capacità di valorizzare la ricerca, integrare competenze e costruire nuove prospettive di sviluppo.

Una rete che continua a crescere

Dietro questi risultati c’è il lavoro di una rete che ha saputo mettere a sistema il contributo dell’Università, dei ricercatori, dei professionisti e degli attori dell’ecosistema imprenditoriale.

Un percorso che raccoglie l’eredità del lavoro del Prof. Marco Consales e prosegue con il Delegato della Rettrice al Trasferimento Tecnologico, Prof. Mariano Mercurio, e con il costante impegno della Dott.ssa Alfonsina Migliozzi.

In questo contesto, Sannio Valley ha contribuito mettendo a disposizione competenze, relazioni e strumenti di accompagnamento, insieme a SEI Ventures e ad altri professionisti della rete, per sostenere i team lungo le diverse fasi del percorso.

Un impegno che si inserisce in una collaborazione più ampia con UniSannio, che ha visto Sannio Valley partecipare anche ai webinar promossi dall’Ateneo, contribuendo alla diffusione della cultura imprenditoriale, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico tra studenti, ricercatori e comunità accademica.

Il valore della collaborazione

I risultati di BIOTERIS e SONAFLUX confermano una convinzione che guida l’azione di Sannio Valley: l’innovazione non nasce da un singolo attore, ma dalla capacità di costruire connessioni.

La ricerca ha bisogno di incontrare competenze imprenditoriali, strumenti, relazioni e occasioni di confronto. E il territorio può diventare il luogo in cui queste risorse si integrano, generando valore e nuove opportunità.

È questo il senso del partenariato con UniSannio: non una collaborazione formale, ma un lavoro concreto e continuativo, capace di accompagnare le idee dalla fase iniziale fino alle prime sfide del mercato.

Dallo Startup Warmup alla Start Cup Campania, dalla formazione dei team ai pitch, dai webinar ai confronti con gli stakeholder: un percorso condiviso che dimostra quanto la rete possa fare la differenza.

Complimenti a BIOTERIS e SONAFLUX, ai loro team e a tutte le persone che hanno contribuito a questo risultato.

Sannio Valley continuerà a lavorare per rafforzare questa rete, perché quando università, ricerca, imprese e territorio collaborano, l’innovazione smette di essere soltanto un’ambizione e diventa una possibilità concreta.

Sannio Valley